Oggi ci occupiamo del romanzo che ha vinto il Goodreads Choice Award 2013 nella categoria di narrativa Young Adult con 21.818 voti, Per una volta nella vita (titolo originale Eleanor & Park). Meritava davvero questo premio? Come mai i lettori amano tanto questa scrittrice, Rainbow Rowell, al punto da farle scalare i primi due posti della classifica (suo anche Fangirl, secondo a 17.124 voti)?

per una volta nella vitaÈ con rabbia che Park, il sedicenne protagonista di questa storia, ordina – senza la minima gentilezza – a Eleanor di sedersi sull’autobus accanto a lui quando la vede per la prima volta. Sarà quella l’unica volta in cui lei lo sentirà imprecare. Park vorrebbe mantenere sempre un profilo basso, per nascondersi dal mirino dei bulli della scuola. Lui, che per metà è coreano e che sembra aver ereditato tutti i geni della madre, con i suoi tratti da bambolina di porcellana. Mingherlino, basso – è persino di parecchio più basso del fratello tredicenne, che ha preso tutto dal padre, un classico soldatone americano –, dall’aria vagamente effeminata. Eleanor sembra invece sfidare tutti a guardarla. È massiccia e ha una folta chioma di riccioli rossi ma, oltre a ciò, richiama l’attenzione con accessori strambi e un abbigliamento maschile, lei, che non sembrerebbe un uomo neanche se si tagliasse i capelli e si mettesse i baffi finti.

Da quel giorno i due ragazzi saranno costretti a fare il viaggio di andata e ritorno da scuola seduti l’uno accanto all’altra, e pian piano, come un fiore che sboccia più lentamente degli altri, cominceranno a provare interesse, finché il fiore non si aprirà rivelando colori che non si erano mai visti prima.

La situazione famigliare dei due ragazzi è agli antipodi. Park viene da una famiglia felice – sembra essere l’unico della scuola a non avere i genitori separati – e piuttosto abbiente. La madre, educata secondo una cultura diversa, per cui la femminilità è una dote essenziale per una donna, sembra avere delle riserve riguardo alla ragazza-maschiaccio del figlio, ma poi sia lei che il padre la accetteranno incondizionatamente per amore di Park. Eleanor viene invece da una famiglia sfasciata, al limite dell’indigenza. La madre ha lasciato il padre, dopo aver avuto con lui quattro figli. Ora ne ha avuto un altro con un uomo più giovane, un poco di buono che Eleanor fa fatica ad accettare come patrigno. Rick, questo il nome del nuovo marito, picchia Sabrina, ma la donna accetta tutto da lui, per amore e per rassegnazione. Quando Eleanor l’anno prima si è ribellata, la madre ha ritenuto opportuno mandarla via di casa, lasciandola dai vicini per un breve periodo: breve periodo che si è protratto, fino a diventare un anno. Il padre non si interessa minimamente alla vita dei figli.

«Ciao, papà. Sono Eleanor.»
«Ciao, piccola, come stai?»
Per un attimo fu tentata di dirgli la verità. «Bene» rispose.
«E gli altri?»
«Bene anche loro.»
«Non mi telefonate mai.»
Era inutile dirgli che non avevano il telefono. O fargli notare che non li richiamava mai quando ancora ce lo avevano. O addirittura dirgli che magari avrebbe dovuto essere lui a trovare il modo di parlare con loro, essendo il solo ad avere un telefono, un’auto e una vita propria.
A suo padre era inutile dire qualsiasi cosa. Eleanor lo sapeva da così tanto tempo, ormai, che non ricordava neanche più quando lo aveva capito.

Nei suoi brevi sedici anni di vita, Eleanor ha imparato a essere scettica su tutto, tanto da considerare anche Giulietta e Romeo con occhio critico.

«È così fredda? Così insensibile?» Il professore era in piedi accanto a lei e fingeva un tono supplichevole.
«No…» replicò lei. «Non la considero una tragedia, tutto qua.»
«È la tragedia per eccellenza» commentò il professor Stessman.
Lei alzò gli occhi al cielo. Aveva al collo un paio di vecchie collane di perle finte, come quelle che metteva la nonna di Park per andare in chiesa, e parlando le attorcigliava.
«In realtà si sta prendendo gioco di loro, è chiaro» proseguì lei.
«A chi si riferisce?»
«A Shakespeare.»
«Continui…»
Alzò di nuovo gli occhi al cielo. Ormai aveva capito il gioco del professore.
«Giulietta e Romeo sono solo due ragazzi ricchi che hanno sempre ottenuto tutto quello che volevano. E adesso sono convinti di desiderarsi l’un l’altra.»
«Sono innamorati…» disse il professore, portandosi le mani al petto.
«Ma se non si conoscono neanche!» obiettò lei.
«Tra loro è stato amore a prima vista.»
«È stato “Oddio, quant’è carino” a prima vista. Se Shakespeare avesse voluto farci credere che si amavano, in una delle prime scene non ci avrebbe detto che Romeo aveva una cotta per Rosalina… È Shakespeare che si prende gioco dell’amore» spiegò lei.
«E allora perché l’opera è sopravvissuta fino a noi?»
«Non lo so, perché Shakespeare è un ottimo scrittore?»

La sua situazione famigliare ha inoltre quasi costretto Eleanor a negare la sua femminilità. Ma quando arriveranno ad amarsi, i due ragazzi accetteranno l’altro completamente per quel che è. Quello che ciascuno dei due ha sempre considerato il suo peggior difetto diventerà un punto di forza, perché l’altro gli farà comprendere che quel difetto è parte di lui, e che ama anche quello.

Questo romanzo tratta argomenti come il bullismo, la violenza famigliare, l’abbandono dei figli ma, soprattutto, l’amore, un amore totalizzante. Nessuno di questi argomenti – presi separatamente e anche mescolati tutti insieme – è originale. Allora cos’ha di tanto speciale il libro della Rowell da fargli meritare il premio dei lettori, l’ambito Goodreads Choice Award, per la sua categoria?

Sicuramente lo stile di Rainbow Rowell è un punto di forza. La sensibilità dell’autrice nel descrivere le scene topiche del romanzo afferra il lettore, tenendolo saldamente stretto e quasi partecipe di questo amore assoluto, perché quando si hanno sedici anni e si vive un amore così, si dimentica praticamente tutto, tranne il proprio amato. L’amore, però, diventa la spinta, la forza motrice che aziona un meccanismo di cambiamento, di ribellione, di autodifesa. Ecco che la già indocile Eleanor cercherà, grazie all’appoggio che sente provenire da Park, alla sicurezza che nasce dal suo amore e dalla sua accettazione, una via di fuga da una situazione insostenibile.

La Rowell con il suo stile delicato e lineare sa come trasmettere emozioni. La terza persona, che alterna il punto di vista dei due protagonisti, diventa ancora più intima di un narratore interno, perché punta su Eleanor e Park un riflettore che sembra leggere con speciali raggi a infrarossi ciò che i due ragazzi non hanno il coraggio di ammettere neanche con se stessi.

Una parola va spesa sull’edizione italiana di Piemme. Il titolo è anonimo e insignificante, tanto che risulta difficile associarlo a questo romanzo (io faccio ancora fatica a ricordarlo!). Non comprendo il motivo per cui non sia stato lasciato il titolo inglese, sobrio, semplice e rappresentativo, Eleanor & Park. Anche la copertina è piuttosto anonima, a parte la ragazza con i capelli rossi che è tuttavia troppo magra e poco appariscente per scambiarla per Eleanor. Un vero peccato, perché Piemme sembra aver perso l’occasione per valorizzare un ottimo prodotto.

Autore: Rainbow Rowell
Titolo: Per una volta nella vita
Titolo Originale: Eleanor & Park
Traduzione di Federica Merani
Casa editrice: PIEMME
Pagine: 378
Prezzo € 15,50
Data pubblicazione: 1° ottobre 2013

2 Readers Commented

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  1. Valentina Bertani on 19 gennaio 2014

    Io di Rainbow Rowell ho letto Fangirl. Avevo sentito parlare di questo libro su Reblogbookclub (http://reblogbookclub.tumblr.com/) e mi aveva incuriosita. È una lettura che mi è piaciuta tantissimo. Praticamente non sono riuscita a staccare gli occhi dalla pagina fino all’ultima riga dell’ultimo capitolo. E poi mi ha lasciato una grande nostalgia. Bellissimo. (Fangirl: http://rainbowrowell.com/blog/book/fangirl/)

    • Gabriella Parisi Author on 19 gennaio 2014

      Te lo consiglio, Valentina! Anche da questo non riuscirai a staccare gli occhi fino all’ultima riga. Lo leggerai in inglese o in italiano?

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