Correva l’anno 1987. I fortunati che in quel 6 Gennaio si ritrovarono sintonizzati su Rai 1 ebbero modo di ammirare una ragazzina dai capelli rossi sorvolare giungle tossiche, nel tentativo di salvare se stessa e i suoi cari da un medioevo post apocalittico.

Si trattava di un film d’animazione dal titolo Nausicaä della Valle del vento, diviso per l’occasione in quattro episodi, di cui le fluide animazioni, la velocità dei movimenti e del ritmo narrativo avranno allora risvegliato nei più una sensazione di déjà-vu. Già altre opere del maestro, infatti, erano state trasmesse nel Bel paese: Conan il ragazzo del futuro, Lupin III – Il castello di Cagliostro, Gli allegri pirati dell’isola del tesoro… qualcuno, ai tempi, avrà certo notato la somiglianza tra la protagonista Nausicaä e la principessa Clarisse in Lupin III – Il castello di Cagliostro.

NausicaaMoebiusIn quei giorni non sapevamo che, ancor prima dell’anime, di Nausicaä esisteva il manga, che quest’ultimo era in corso in Giappone e che dopo qualche anno lo avremmo letto in italiano, nella prima edizione Granata Press. Non sapevamo che, proprio grazie al successo di Nausicaä, sarebbe nato lo Studio Ghibli. Non immaginavamo che Moebius, in onore al film, avrebbe chiamato Nausicaä sua figlia. Sapevamo semplicemente che quanto ci scorreva di fronte agli occhi era meraviglioso.

Oggi, trent’anni dopo la prima proiezione in Giappone, che si sia o meno anime fan, molti sanno che dietro queste e altre opere c’è un’unica mente: Miyazaki Hayao. Kaze no tani no Nausicaä è il primo lungometraggio del futuro acclamato regista, un’opera fondamentale nel corso della sua carriera e che già contiene tutti i temi più cari al maestro: il volo (nella sua valenza fisica e metafisica), l’ecologia, il pacifismo, l’eterna dicotomia dell’essere umano, sempre sospeso tra un desiderio d’armonia universale e l’irrimediabile ansia di distruzione.

Il lungometraggio è ambientato in un futuro regredito all’epoca medievale (“Età della ceramica”), dove la Terra è per lo più ricoperta dalla giungla tossica, popolata da strani e – in apparenza – pericolosi animali, tra cui gli Ohmu, o mostro-tarli. In una delle poche oasi ancora abitate dagli esseri umani, vive Nausicaä, principessa di Valle del Vento, che lotta da una parte per indagare i misteri della giungla tossica, dall’altra per difendere il suo popolo dalla guerra in cui il regno di Tolmechia vorrebbe coinvolgerlo…

La pellicola veicola un messaggio importante: l’invito ad ascoltare se stessi e l’ambiente in cui siamo immersi, a vincere la paura e a credere nel dialogo e nella comprensione reciproca. In questi tempi segnati da effetto serra e orizzonti di guerra e inquietudine, le tematiche di Nausicaä tutto appaiono fuorché datate: tanto basta per rendere la proiezione di questo titolo nei cinema del 5, 6, 7 Ottobre 2015 realmente imperdibile.

So, Nausicaa is coming back, con un doppiaggio nuovo che incuriosisce e un po’ spaventa i nostalgici degli anni Ottanta. Di certo è un appuntamento irrinunciabile per gli orfani dello Studio Ghibli, per i fan di Miyazaki e della migliore animazione.Quella che rallegra l’occhio, nutre lo spirito e scalda il cuore.

In questa pagina: disegno di Moebius dedicato a Nausicaä.

the author

Nata a Cosenza, vive tra Roma e Bologna. Collabora dagli anni Novanta a fanzine e prozine sui fumetti, sceneggia l’albo “Korea 2145”, disegnato da Enzo Troiano, vincendo nel 2005 il premio Carlo Boscarato, categoria miglior esordio. Scrive di Tezuka Osamu per www.osamushi.it e cogestisce il sito Shoujo Manga Outline (www.shoujo-manga.net). Insegna nei licei e collabora come sceneggiatrice per Kleiner Flug. Diversi suoi racconti sono raccolti in antologie (Delos Books, Alcheringa, Plesio). Ciò che fa e non le basta mai: viaggiare, scrivere, stupirsi.

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