Ho avuto il privilegio, vero, di incontrare la scorsa domenica a Roma, la mia città, uno dei talenti veri dell’illustrazione e dell’arte digitale mondiale: Mario Sánchez Nevado

Classe 1985, artista affermato, fondatore e direttore artistico di Aégis e Hysterical Minds. Illustratore di copertine di riviste e CD che fanno il giro del mondo, video-artista – potete trovare alcuni dei suoi video su YouTube, per avere un’idea della fantasia creativa del nostro – laureato in Belle Arti all’Università di Murcia. Mario era a Roma per partecipare alla settimana edizione del Creative ProShow, rassegna e incontro tra affermati artisti del settore, dedicata al digital imaging e alla fotografia in particolare, rassegna e incontro tra affermati artisti del settore. E con l’occasione ce lo siamo “accaparrato” per un’intervista diversa dalle solite: ma senza doverlo pregare, da professionista vero quindi scevro da atteggiamenti divistici.

La sua disponibilità e cortesia e la spontaneità, direttamente proporzionali alla sua bravura, hanno fatto sì che la nostra intervista sia stata workflow, basata su un canovaccio di domande, non convenzionali e originali (come da sua soddisfatta dichiarazione), infarcite di divagazioni e spunti improvvisati, a tratti anche comici. Basti pensare, solo per darvi una anticipazione, che dopo esserci scritti già qualche volta per metterci d’accordo sull’incontro, e scambiati i rispettivi numeri di telefono, il giorno stesso dell’appuntamento mi ha mandato un messaggio di conferma. È disinvolto ma precisissimo, altro punto a suo vantaggio, ma il messaggio, in spagnolo, suonava pressappoco così: “Allora ci vediamo dopo! Ricordati che hanno cambiato l’ora!”. Si riferiva ovviamente all’ora legale.

Avevamo concordato al volo la location: appuntamento alle 18, scelta mia su sue richieste di zona centrale, presso la Basilica di S. Maria Maggiore, a due passi da Colosseo, dalla stazione ferroviaria principale di Roma Termini, crocevia di arrivi e partenze nazionali e internazionali. Ci siamo seduti in un bar datato, tra un viavai di turisti, venditori ambulanti di rose, rumori di traffico in sottofondo, gente che ci guardava incuriosita. Ingredienti non secondari: una videocamera piccola su un treppiedi, la preziosa collaborazione di Eduardo Muñoz, suo amico e collaboratore che ha fatto da operatore, da mittente e da ricevente di sorrisi e facezie (grazie Eduardo, anche a te!).

Mi sono cimentata nella scoperta di Mario come artista e come giovane uomo in punta di piedi, con qualche imbarazzo derivante dagli idiomi differenti: Mario non conosce l’italiano, e io, nonostante gli studi accademici, ero conscia e preoccupata dell’ingannevole apparenza di similitudine tra le nostre due lingue (apparenza che solo chi ha studiato lo spagnolo e le sue regole ferree conosce). Poi, un conto scrivere e correggere in una lingua altra, e un conto intavolarci una conversazione con una persona appena conosciuta: gli esami non finiscono mai. Ma data la sua solarità, è proprio il caso di dirlo, e la complicità con Eduardo, ci siamo rilassati e a suon di spagnolo/inglese, non spanglish, pause e improvvisazioni – Mario mi ha detto che mi capiva benissimo, e non è poco!  ci siamo rilassati.

Spero ne sia venuta fuori una chiacchierata che illustri la personalità di un artista che prima di essere tale è appunto una persona giovane, inserita in una società che sappiamo presentare tutte le contraddizioni e le opportunità del caso. Mi ha parlato di quello che pensa, dei suoi gusti artistici, grato che non gli stessi facendo le solite domande “pre-stampate” che gli fanno tutti (“se qualcuno vuole avere semplici informazioni su di me e vedere le mie opere e basta, può farlo su Google”, mi ha detto apertamente). Avendo uno spiccato senso dell’umorismo ha risposto anche con battute; ce ne siamo scambiate. Non vi anticipo quale, ma mi ha rivelato quale tra i Supereroi preferisce, quello che vorrebbe essere se gli si presentasse l’occasione.

Non ve lo immaginereste mai, e chissà se lo conoscete. Musica, cinema, attitudini personali: insomma abbiamo spaziato e Mario ora lo conosceremo di più, per condividere di lui un po’ della personalità, non solo le sue opere. Ne vale la pena, perché per usare una frase sperequata ma in questo caso calzante: “È una gran bella persona”. 

Potete vedere il video dell’incontro a questo link.

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