Alcuni film hanno il dono di parlare sin dal titolo: così Logan, che mette subito in chiaro la volontà del regista James Mangold (Ragazze interrotte, Wolverine l’immortale) di parlare dell’uomo dietro Wolverine, il mutante.

Certo, la pellicola prodotta e distribuita da 20th Century Fox resta un action movie legato al franchise Marvel degli X-Men, quindi le occasioni di vedere Hugh Jackman sfoggiare i suoi muscoli scolpiti, cioè, gli artigli di adamantio, non mancano. Si percepisce però una precisa volontà di andare oltre e riflettere sul concetto di famiglia oltre i legami di sangue, su cosa significhi trovare qualcuno che ci somiglia nella nostra diversità e sul miraggio di un futuro migliore che si trasforma in possibilità concreta.

Nel cast, oltre a Jackman, Patrick Stewart, un Professor X malato e afflitto da crisi in grado – letteralmente – di scuotere la terra, e una giovane Dafne Keen, che ha saputo dar vita a un personaggio credibile e interessante.

Non vi svelo i dettagli della trama. Mi limito a dirvi che se vi sembra di aver perso qualche pezzo è normale, perché Mangold gioca sul salto temporale in un futuro prossimo, lasciando volutamente fuori eventi e sorti di alcuni personaggi. L’ambientazione nel deserto rimanda da una parte all’attualità – il muro tra Messico e Stati Uniti – dall’altra a un classico dell’immaginario post apocalittico come è stato costruito finora dall’industria culturale.

Se avete amato il mutante Wolverine nella saga degli X-Men e nelle pellicole successive, non potete perdere questo suo “ultimo atto”. Se ancora non siete entrati nel vortice degli X-Men, vi consigliamo di farlo al più presto, perché come sempre basta saper guardare per scorgere la riflessione sulla diversità nella società attuale dietro l’azione e l’intrattenimento. Logan – The Wolverine è al cinema da oggi, 1 marzo. Buona visione.

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Laureata in Comunicazione e appassionata di storytelling in tutte le sue forme, Pia è riuscita a produrre ben più di una tesi sull’analisi semiotica di Harry Potter. Ha scritto per varie testate, tradotto qualche libro e lavorato come social media manager. Attualmente è giornalista pubblicista e cura le public relations di maghi in cerca di notorietà.

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