Emma è una ragazzina di seconda media come tutte le altre: gioca a decifrare i segni lungo il suo percorso da casa a scuola, interpreta i responsi dei biscotti della fortuna del ristorante cinese ma, soprattutto, prende le decisioni affidandosi alle risposte della sua preziosissima magica palla 8. A scuola Emma cerca di tenere un profilo basso per non finire sulla Lista dei segreti spacciati, che un misterioso personaggio fa apparire all’improvviso in tutte le classi, rivelando segreti che avrebbero dovuto rimanere tali. Eppure Emma diventa protagonista della Lista a causa del suo problema, un problema piuttosto comune, ma per il quale i suoi compagni la considerano un po’ tonta.

cop_parole giuste piattoEmma ha problemi di rendimento a scuola, non riesce a concentrarsi e a fare i compiti come si deve e dunque viene indirizzata al gruppo RPS, Recupero, Potenziamento, Sostegno (questo il segreto svelato dalla Lista, a causa del quale le sue pseudo-amiche si allontanano da lei). Eppure Emma non è stupida e, anzi, quando non sono scritte su un libro, lei con le parole ci sa fare. L’insegnante di recupero, Alessandra, le rivela che il suo è un disturbo piuttosto comune: Emma è dislessica. «Per chi è dislessico la pagina è un muro da scalare. È dura anche trovare il rigo per andare a capo, leggere gli articoli e pure gli spazi bianchi tra parola e parola danno un sacco di problemi…»

Quando Alessandra fa leggere a Emma una poesia, questo è, su per giù, ciò che la ragazzina vede.Il lampo - Giovanni Pascoli

Ma quando è Alessandra a leggerla, per Emma è facile interpretarla e scriverne il commento.

E cielo e terra si mostrò qual era:
la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d’un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s’aprì si chiuse, nella notte nera.

Il lampo di Giovanni Pascoli (Myricae, 1894)

Una volta individuato il problema di Emma, per Alessandra è semplice trovare un metodo che l’aiuti a studiare e la faccia rendere al meglio. Ma anche per un’insegnante di sostegno brava e preparata come lei, la vita non è facile.

Emma non dice nulla della sua dislessia e dei suoi scarsi risultati scolastici ai genitori, che sono già sommersi dalle preoccupazioni. Il padre di Emma, infatti, un medico fino a poco prima molto attivo, ha seri problemi coi reni e ormai la dialisi non gli basta più: ha bisogno di un trapianto.

Con capitoli brevi e incisivi, narrati in prima persona da Emma, Le parole giuste di Silvia Vecchini è un romanzo rivolto soprattutto ai ragazzi. Chi è dislessico non è stupido, ha solo difficoltà nell’individuare le parole nel rigo e a discriminare alcuni grafemi. Mostrandoci l’esempio grafico di un testo così come lo vede il dislessico, l’autrice ci fa comprendere in modo pratico le sue sensazioni davanti a un foglio scritto, anche se ci dà solo una vaghissima idea del senso di panico che il ragazzo deve provare davanti a un libro e alla possibilità di doverlo leggere ad alta voce di fronte a una classe. Le parole giuste non vuole affrontare la dislessia da un punto di vista scientifico né pedagogico, ma solo rassicurare i ragazzi che hanno questo disturbo e informare i loro compagni di scuola di questo problema, che non è una malattia o un problema mentale e che non è assolutamente un sintomo di insufficienti capacità intellettive.

Il romanzo è altresì un plauso agli insegnanti di sostegno che svolgono con entusiasmo il proprio lavoro, malgrado le difficoltà burocratiche e l’insufficienza di fondi. Sarà soprattutto grazie ad Alessandra se Emma riuscirà nel suo percorso di formazione, se non resterà ad aspettare il messaggero dell’imperatore alla finestra, come nel racconto di Kafka («Ma tu stai alla finestra e sogni di lui, quando giunge la sera.» Un messaggio dell’imperatore, Franz Kafka 1918), ma scenderà in strada per andargli incontro.

Una storia che potrebbe essere vera, come veri sono i personaggi a cui Silvia Vecchini si è ispirata, mettendo insieme testi di canzoni, poesie, racconti e storie, raggruppati come per magia (forse anche lei interpretando i vaticini della magica palla 8), dando vita a un romanzo di formazione delicato e sensibile.

Autore: Silvia Vecchini
Titolo: Le parole giuste
Casa editrice: Giunti Junior
Pagine: 128
Prezzo: € 9,90
Data pubblicazione: 4 giugno 2014

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