Qualcosa di travolgente. Così potremmo definire la vita della divina marchesa Casati e così la sua biografia disegnata, firmata da Vanna Vinci.

Nella Londra degli anni Cinquanta, un’inquietante figura si aggira per le strade come un fantasma: veletta e piume nere, kohl pesante attorno agli occhi, la pelliccia lisa e un’aria di noncuranza fatale. È la marchesa Casati, o meglio l’ombra di ciò che era un tempo.

Casati01Indietro veloce: è il 1881, l’anno in cui nasce Luisa Casati, la secondogenita del Conte Alberto Amman e Lucia Bressi. Le due sorelle rimangono orfane in età adolescenziale, ma sono ereditiere ricchissime e non avranno problemi a trovare un marito. Però il matrimonio da signora bene milanese, contratto con il marchese Camillo Casati, nonché la nascita di sua figlia, non soddisfano realmente Luisa, che viene ispirata dall’incontro con Gabriele D’Annunzio a dare una nuova impronta alla sua vita. È l’inizio di un rapporto che, seppur intermittente, durerà a lungo. I loro nomignoli (Coré per Luisa e Ariel per Gabriele) danno il via alla numerosa serie di stravaganze della nobildonna, che compra un villino a Roma (Villino Casati), lo fa traboccare d’oro e pelli d’orso bianco, per poi lasciare liberi nel giardino pavoni e ghepardi. La marchesa partecipa a sedute spiritiche a Venezia, dove compra Palazzo Venier de’ Leoni (oggi sede della Peggy Guggenheim Collection) e gravita per lo più tra la città lagunare e Parigi, dove indossa le creazioni di Paul Poiret come se fossero sfide e sfoggia feste memorabili cui partecipano tra gli altri Nijinski, Diaghilev, Isadora Duncan e tutto il bel mondo dell’epoca. Il suo scopo è stupire e meravigliare: passeggia nuda sotto la pelliccia e con ghepardo al seguito per le strade, si fa ritrarre da Boldini, ispira a D’Annunzio La figura di cera, si propone come musa volontaria a tutti gli artisti che avrà modo di conoscere, quali Alberto Martini, Van Dongen, Depero, Balla, Man Ray. Il caleidoscopio senza fine di follia, eccentricità, clamore, la consegnerà vecchia e povera in canna all’Inghilterra che la troverà irrimediabilmente demodé.

CoverNel voltare le pagine de La Casati di Vanna Vinci si ha l’impressione di sfogliare un album di ricordi. L’autrice ha messo insieme un gran numero di foto e testimonianze, frutto di un lavoro certosino di documentazione. Si coglie l’amore del dettaglio, la voglia di restituire a un’epoca il suo senso, la sua atmosfera. I rumori, i colori, il gusto. Ricostruire una vita passata non è semplice, e arduo può riuscire nel caso di una personalità così forte ed eccentrica come quella di Luisa Casati. La narrazione si muove perciò sul binario dell’oggettività e vi rimane in equilibrio, senza fare concessioni al patetismo, al moralismo o alla celebrazione.

Ne viene fuori un ritratto autentico, senza condanne né compiacimenti: una donna che ha voluto essere protagonista del suo tempo, risolvendosi nella forma e facendo di sé un’opera d’arte. Un “titano”, un essere formidabile, in apparenza indolente e indifferente a tutti, ma che forse si mascherava per nascondere altro: timidezza, solitudine, il mistero di un’esistenza che, come sempre, è destinato a perpetuarsi quale enigma supremo.

Di tanto in tanto, nella narrazione, i personaggi si voltano verso il lettore e parlano in prima persona, rispondendo a domande sulla loro vita come in un’intervista. Anche questo espediente fornisce alla ricostruzione, che è rievocazione storica insieme, credibilità e classe.
La marchesa, sì, avrebbe approvato.

Autrice: Vanna Vinci
Titolo: La Casati – La Musa Egoista
Casa editrice: Rizzoli Lizard
Pagine: 106, colore
Prezzo: € 17,00 rilegato; e-book € 9,99
Data di pubblicazione: Aprile 2013

Nota: il ritratto della Marchesa Casati utilizzato nel logo è di Giovanni Boldini.

Vanna Vinci

the author

Nata a Cosenza, vive tra Roma e Bologna. Collabora dagli anni Novanta a fanzine e prozine sui fumetti, sceneggia l’albo "Korea 2145", disegnato da Enzo Troiano, vincendo nel 2005 il premio Carlo Boscarato, categoria miglior esordio. Scrive di Tezuka Osamu per www.osamushi.it e cogestisce il sito Shoujo Manga Outline (www.shoujo-manga.net). Insegna nei licei e collabora come sceneggiatrice per Kleiner Flug. Diversi suoi racconti sono raccolti in antologie (Delos Books, Alcheringa, Plesio). Ciò che fa e non le basta mai: viaggiare, scrivere, stupirsi.

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