Lena Manta è scrittrice greca che in patria è considerata un re Mida della narrativa. Il suo ultimo romanzo “La casa sul fiume” ha venduto un milione e mezzo di copie e questo dato, in un momento come quello che la Grecia sta attraversando di profonda crisi economica, politica, sociale e morale, vuol dire che il popolo greco ha voglia di distrarsi e di non pensare.

Siamo negli anni Trenta del Novecento e il romanzo si sviluppa fino agli anni Sessanta e oltre. La saga della famiglia di Teodora e di Gheràsimos, due giovani sposi, si divide in tre parti: la prima ambientata in un villaggio sperduto, un luogo edenico, alle pendici del monte Olimpo, che nega la piena autonomia alle cinque figlie della coppia, impegnate in un percorso di liberazione dai pregiudizi e dai tabù; la seconda fase accompagna la fuga delle ragazze dal villaggio alla realizzazione dei propri sogni, la terza registra il ritorno delle protagoniste, naufraghe della vita, alla loro casa sul fiume, un porto di serenità.

La morte prematura del padre Gheràsimos determina la mancanza di un baricentro morale nella famiglia e nelle figlie l’assenza di freni robusti alla loro voglia impetuosa di vivere. La moglie Teodora, rimasta vedova, riversa tutta se stessa nella cura per le figlie, che non apprezzano ciò che hanno, smaniose di confrontarsi con il mondo. La maggiore Melissanthi sposa un ricco commerciante di Atene, ma vive l’amore vero con il giovane Ànghelos, che si uccide per il suo abbandono. Dopo la morte del figlioletto avuto da Ànghelos e del marito, torna al villaggio, distrutta e sola. Iulìa vive un matrimonio assai felice con l’ingegnere Fokàs a Salonicco e poi in Africa. Alla morte del marito torna a vivere con le sue figlie alla casa sul fiume, un riparo affettivo solido e inattaccabile dal tempo.

la_casa_sul_fiume_piatto-800x1223Aspasìa si sposa con Stavros, ma, a causa della sua ambizione artistica, mette in serio pericolo il suo matrimonio, tradisce molte volte il marito, finché si ritrova sola con l’unica figlia sopravvissuta. Anche lei ritorna a casa, dopo aver assaporato l’ebbrezza della notorietà. Polixeni fugge da casa per inseguire il sogno di diventare attrice, grazie alla sua grande bellezza e bravura, ci riesce. Diventa una stella del teatro e del cinema greco, ma sacrifica i suoi sentimenti. Dopo una vita sentimentale turbolenta, ritorna alla casa con la figlia dei suoi unici amici, morti in un incidente stradale. L’ultima figlia Magdalinì segue la sorella di sua madre a Chicago per studiare e diventare una cittadina americana. È l’unica che mantiene una costante corrispondenza con la madre, non facendole mancare mai sue notizie. Si innamora di Frank Gallo, un boss mafioso. Alla morte del marito e del figlio, insieme con la figlia ritorna alla casa sul fiume.

Tutta l’attenzione della scrittrice si riversa sui personaggi, sulla descrizione dei luoghi, mancando una precisa contestualizzazione storica degli eventi. È un libro pensato per le lettrici, che desiderano tuffarsi nelle pieghe profonde dell’amore, che assume nelle diverse vicende le sfumature romantiche, erotiche e filiali.

Dallo sviluppo narrativo complicato, e a volte poco credibile, il romanzo presenta tutti gli elementi per far sognare un pubblico di poche pretese letterarie, da quello esotico e fiabesco a quello avventuroso con tinte di acceso eros. I personaggi sono delineati sia fisicamente sia caratterialmente in modo da offrire una galleria di donne e uomini tesi al soddisfacimento dei piaceri, alla realizzazione di ambizioni artistiche e umane irrefrenabili, alla conquista del benessere economico, innanzi tutto.

Per i valori materiali le protagoniste sacrificano tutto ciò che il villaggio greco, in cui sono nate, e i genitori hanno loro inculcato: la dignità, l’onorabilità, i sani costumi. È il trionfo del matriarcato quello che la Manta celebra nel libro, sono le donne a essere depositarie della rinnovata energia e determinazione per affrontare i marosi della vita. Sono loro che resistono ai colpi terribili che la sorte riserva e a non lasciarsi vincere ineluttabilmente. Il gineceo finale sigla una ritrovata armonia familiare, che è stata possibile conquistare attraversando i fallimenti e le sconfitte. Il romanzo è una sorta di “Piccole donne” e di “Piccole donne crescono” ellenico, che celebra i buoni sentimenti, l’attaccamento alle radici, la forza dei legami familiari che plasmano le protagoniste.

Autore: Lena Manta
Titolo: La casa sul fiume
Casa Editrice: Giunti
Data di Pubblicazione: Febbraio 2016
Traduzione: Maurizio De Rosa
Pagine: 619
Prezzo: € 12,90

the author

Grazia è nata e lavora a Gioia del Colle, in provincia di Bari, presso il liceo classico “Publio Virgilio Marone”. Curiosa dell’umanità, ama le sfide e mettersi in gioco continuamente. Sensibile, testarda, diretta e determinata, è sempre alla ricerca di valicare i propri limiti. Il motto che cerca di rendere pratica di vita è l’ideale del commediografo latino Terenzio: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto” (Sono un uomo: penso che nulla che riguarda l’uomo mi sia estraneo).

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