In principio fu il cinema. Ma la storia di un film uscito dalle sale è appena iniziata: dal 13 luglio è infatti disponibile su Sky Primafila, in collaborazione con Warner Bros. Italia, Kong: Skull Island, diretto da Jordan Vogt-Roberts e con Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, Brie Larson e John Goodman.

Kong: Skull Island, la locandina

Noi di Diario di Pensieri Persi abbiamo partecipato all’incontro organizzato da Warner e Sky in cui, dopo aver tracciato una panoramica sintetica delle opportunità per la distribuzione digitale – oltre che fisica – di una pellicola, è stato proiettato il film.

Kong racconta una storia inusuale. L’aspetto insolito non sta tanto nella trama in sé, che parte da premesse intuibili già dal titolo, ma nel modo in cui essa viene sviluppata. Se, soprattutto all’inizio, sono riconoscibili gli stilemi di un certo cinema d’azione che ha come tema centrale il rapporto venato da hybris tra uomo e natura, dall’altra c’è una fusione/confusione tra buoni e cattivi in un pastiche tutt’altro che manicheo.

Il cacciatore di taglie Tom Hiddleston non è un novello Han Solo, ma rispetta i suoi compagni di avventura e la natura selvaggia dell’isola di Kong da subito; il militare di Samuel L. Jackson è abbastanza apertamente il lato oscuro dell’esercito, un uomo che non ha altri scopi nella vita se non la guerra e vive per combattere, dalla caratterizzazione complessivamente negativa; la fotografa interpretata da Brie Larson si butta in un’avventura pericolosa per amore della verità piuttosto che per dare una svolta alla sua carriera. Ci sono poi i “selvaggi”, che selvaggi in realtà non sono, e Kong.

Kong è una forza della natura, ma nasconde un insospettabile lato umano, che lo porta a proteggere piuttosto che a distruggere. A un certo punto, mentre guardiamo il film, non siamo più gli uomini invasori, ma ci identifichiamo in lui, un essere a tratti mitologico che ha sacrificato la propria famiglia per combattere una millenaria lotta contro esseri abominevoli che abitano il sottosuolo.

Il film adesso è in fase di distribuzione digitale: se non lo avete visto al cinema vi consigliamo di recuperarlo.

the author

Laureata in Comunicazione e appassionata di storytelling in tutte le sue forme, Pia è riuscita a produrre ben più di una tesi sull’analisi semiotica di Harry Potter. Ha scritto per varie testate, tradotto qualche libro e lavorato come social media manager. Attualmente è giornalista pubblicista e cura le public relations di maghi in cerca di notorietà.

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