Quando Sanremo era Sanremo e Domenico Modugno spopolava con Piove.

1959, Fontanafredda. Valeria ha diciotto anni e deve contribuire al magro bilancio familiare. Ha una cugina, Irene, in Svizzera e fratelli emigranti sparsi per il mondo. Per lei si apre una possibilità proprio in Svizzera, come donna di pulizie accanto a Irene.

CIAOcoverDopo un lungo viaggio, affronta la visita medica per passare la frontiera. Arrivata a Rorschach, si adegua alla sua nuova vita: lavora sodo, ma persino il suo modo di pulire deve essere adattato alle richieste del datore di lavoro. La sera lei e le amiche raggiungono altri italiani nelle sale da ballo: Valeria all’inizio è rigida, poi gradualmente vince il senso di estraneità e si lascia andare al tango o al rock’n’roll. Il fatto che esca la sera è malvisto dalla sua padrona di casa, ma la ragazza sta imparando il tedesco, perciò è in grado di risponderle a tono. Pensa che sia arrivato il momento di lasciare le pulizie e fa domanda per la fabbrica. Cambiare lavoro la mette di fronte a nuove difficoltà, che però si scoprirà in grado di superare… e poi, la sera, c’è sempre la musica e il ballo, le amiche. Vanno e vengono i giovanotti che si fanno avanti per danzare con lei. Vanno via tutti tranne uno, Carlo…

storiaL’insostenibile leggerezza delle piccole cose: una boccetta di colonia, una canzone di Modugno nell’aria, il caffè cattivo. Il rocchetto della fabbrica, l’acidità della padrona, soldi che spariscono, l’eterno conflitto dell’emigrante: restare o tornare? Tutto il racconto parte dalla curiosità di quello che si indovina essere un figlio o comunque una persona più giovane, intento a giocare con vecchie foto d’epoca. Quante volte sarà capitato anche a noi di curiosare nei ricordi della nonna, per poi chiedere: chi era quest’uomo? E questa bambina? Cosa facevi qui? Che posto è questo?

Le foto ci mostrano Valeria e gli altri protagonisti della vicenda negli anni Sessanta; immagini ingiallite dal tempo cariche di ricordi, ricordi di una forza tale da investire chi quegli eventi non li ha vissuti in prima persona (e per questo vuole farli propri). Perché la memoria è qualcosa di prezioso e va continuamente rinnovata, appartiene a tutti e a ognuno. Sono i ricordi individuali a nutrire la memoria collettiva, ossia quanto ci rende ciò che siamo: nella storia dei singoli è contenuta la storia di tutti, quindi la Storia di un Paese che, forse, un po’ troppo spesso, tende a lasciarsi trascinare dalla corrente dell’oblio.

La grafica è superba: sia i colori che il segno indicano personalità e voglia di restituire a un’epoca la sua atmosfera, il suo gusto, le emozioni di cui è intessuta. Il tentativo di far rivivere frammenti passati prosegue a fine volume, dove ci attende una compilation da far partire in sequenza come in un immaginario amarcord jukebox: Modugno, Villa, Pizzi, Buscaglione…
Un’opera bella e toccante, da consigliare indistintamente a tutti.

Titolo: Ciao ciao bambina
Autrice: Sara Colaone
Pagine: 144, colore
Casa editrice: Kappa edizioni
Data di pubblicazione: Dicembre 2010
Euro: 16,00
ISBN: 978-8874712724