Pausa pranzo del venerdì. Inizio a raccontare a un’amica/collega del film della sera prima. Questa premessa perché è lo stesso di cui racconterò ora a voi: Captain America: Civil War, visto giovedì sera a Milano insieme a una manciata di colleghi giornalisti.

Civil WarIl mio racconto del venerdì è iniziato così: ricordi la scena in Avengers in cui Thor difende Loki affermando: “È mio fratello”? E quando la Vedova Nera gli fa notare che è un pluriomicida Thor, senza fare una piega, aggiunge: “È stato adottato”? Ecco. Questi momenti sono venuti a mancare nel nuovo tassello del Marvel Cinematic Universe. Eppure, per qualcosa che si perde c’è altro che si guadagna, una nuova dimensione “alta” che presenta supereroi più umani che mai, ognuno accecato dal suo dolore e dai traumi, presenti e passati, che tormentano ogni individuo.

La verve delle prime sceneggiature Marvel qui non c’è. Sembra che la vena scanzonata verrà riservata a Guardiani della Galassia o personaggi tutto sommato marginali come Ant-Man. Abbiamo un Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr) chiuso in se stesso e chiamato ad affrontare antichi demoni, uno Steve Rogers/Captain America (Chris Evans) pronto a mettere da parte tutto ciò che è stato nel nome dell’amicizia con Bucky Burnes/Winter Soldier (Sebastian Stan) e una Natasha Romanoff/Vedova Nera (Scarlett Johansson) a fare da ago della bilancia/bussola morale tra i due. E poi James Rhodes/War Machine (Don Cheadle), T’Challa/Pantera Nera (Chadwick Boseman), Visione (Paul Bettany) e Peter Parker/Spider-Man (Tom Holland) da una parte e Sam Wilson/Falcon (Anthony Mackie), Clint Burton/Occhio di falco (Jeremy Renner), Wanda Maximoff/Scarlet Witch (Elizabeth Olsen) e Scott Lang/Ant-Man (Paul Rudd) dall’altra. Nel cast anche Emily VanCamp nei panni dell’agente Sharon Carter (imparentata con quell’Agent Carter) e Martin Freeman, uno degli uomini in giacca e cravatta del governo.

Il nemico da affrontare, che ha le fattezze di Daniel Brühl è, apparentemente, uno dei meno pericolosi affrontati finora (vuoi mettere con Loki o Ultron?). Eppure proprio perché animato da sentimenti squisitamente umani è quello che più ha dato del filo da torcere ai più potenti eroi della terra, mettendoli l’uno contro l’altro, cosicché anche per lo spettatore risulta difficile decidere da che parte stare.

Il risultato è un film che in due ore e mezzo (più inevitabile scena post titoli di coda) intrattiene e non annoia, mettendo in scena combattimenti spettacolari, effetti speciali e l’immancabile cameo di Stan Lee. Vi consigliamo senza dubbio di vederlo, se possibile dopo un opportuno ripasso delle “puntate precedenti” che vi eviterà di chiedervi “e ora questo chi è” all’arrivo di Ant-Man come la sottoscritta (e dire che il suo film mi era anche piaciuto).

Scegliete da che parte stare e buona visione!

the author

Laureata in Comunicazione e appassionata di storytelling in tutte le sue forme, Pia è riuscita a produrre ben più di una tesi sull’analisi semiotica di Harry Potter. Ha scritto per varie testate, tradotto qualche libro e lavorato come social media manager. Attualmente è giornalista pubblicista e cura le public relations di maghi in cerca di notorietà.

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