Quali potrebbero essere i motivi per cui questo libro non è ancora stato tradotto in Italia e perché c’è chi aspetta con ansia la sua pubblicazione.

Elizabeth Gaskell è una famosa scrittrice inglese dell’Ottocento, apprezzata ampiamente nei paesi anglofoni, ma finora molto sottovalutata in Italia. Perché?

egaskellEppure i suoi libri affrontano moltissimi argomenti di interesse sociale, e dai suoi scritti si può conoscere da varie angolazioni l’Inghilterra dell’Ottocento, soprattutto perché Elizabeth Gaskell, ebbe modo di vivere in molte città diverse e di venire a contatto con molte realtà differenti; pertanto, in un periodo in cui il romanzo realistico-sociale denunciava le reali condizioni della popolazione e le ingiustizie di classe, i suoi romanzi possono essere collocati a pieno diritto fra i più importanti di questo genere.

E allora come mai quello che è considerato il suo capolavoro, North and South non è ancora stato tradotto in Italiano?

Margaret Hale, 19 anni, è figlia del pastore anglicano di Helston, nel Sud dell’Inghilterra. Sua madre è di nobili origini e vede il proprio matrimonio e la propria vita nello Hampshire molto sacrificata. Per questo motivo manda Margaret a Londra dalla sua ricca sorella, Mrs Shaw, perché venga educata e viva secondo i dettami della buona società. In seguito al matrimonio della cugina Edith con il Capitano Lennox, però, Margaret ritorna ad Helston dai genitori.

Ma il periodo in cui Margaret resterà ad Helston è breve: Mr Hale, attanagliato da molti dubbi riguardo alla sua fede, e in seguito ad un dissidio con il suo vescovo è costretto ad abbandonare la Chiesa d’Inghilterra e la sua parrocchia per recarsi nel Nord, nella cittadina industriale di Milton-Northern dove eserciterà la professione di insegnante privato. La salute cagionevole di Mrs Hale, già messa a dura prova dall’umidità di Helston, subisce un duro colpo nell’aria inquinata ed insalubre di Milton. A questo si aggiunge il dispiacere dell’ulteriore discesa nella scala sociale, dovuta all’abbandono della carriera ecclesiastica da parte del marito, e il problema dell’ammutinamento del figlio Frederick che, a causa della crudeltà del suo capitano, è ormai costretto a vivere in esilio a Cadice, in Spagna. Se rimettesse piede in Patria, verrebbe processato dalla Corte Marziale e probabilmente impiccato.

Anche per Margaret è difficile ambientarsi nella nuova cittadina: l’aristocrazia locale è in realtà composta da commercianti, industriali e banchieri, tutta gente che, fino a quel momento ha considerato, quasi con disprezzo, gente dedita al commercio; inoltre la giovane entra in contatto con alcuni membri della classe operaia, e stringe amicizia con la giovane Bessie, una sua coetanea molto malata, e con il padre di lei, Nicholas Higgins, un tessitore impegnato con il Sindacato e con il movimento operaio.

Fra gli industriali Margaret conosce soprattutto John Thornton, padrone del cotonificio di Marlborough Mills, che è il primo studente di suo padre. John Thornton è un uomo che si è fatto da sé, contando unicamente sulle proprie forze e sul suo impegno costante. Questi pregi di Mr Thornton, non vengono colti appieno da Margaret, a causa della sua mentalità del Sud, che considera “rozza” ogni forma di “commercio” e chi lo pratica. Mr Thornton è invece affascinato quasi subito da Margaret, che, sebbene sia ormai senza un penny, gli sembra irraggiungibile per la sua natura altera ed aristocratica.

La madre di lui, Mrs Thornton sviluppa nei confronti dell’altezzosa Margaret un vero e proprio odio: vede che il figlio ne è infatuato e viene corrisposto con indifferenza ed è nello stesso tempo addolorata per il disprezzo riservato al proprio figlio e preoccupata per la crescente influenza della fanciulla nei confronti del suo John.

220px-North_and_South_1855La situazione arriva a una svolta quando, durante uno sciopero, Mr Thornton affronta la folla inferocita nel tentativo di farla ragionare, e viene invece attaccato. Margaret, che si sente responsabile per averlo spinto ad un simile passo, si espone per difenderlo e viene ferita al suo posto. Fraintendendo i motivi che hanno indotto la ragazza a prendere le sue difese, Thornton decide di chiedere la sua mano: innamorato com’è, non aveva osato fino a quel momento credere di essere ricambiato, ma il gesto di Margaret gli fa supporre di poter essere accettato. Margaret, invece, credendo che il suo gesto sia solo una proposta ‘riparatoria’, perché esponendosi a salvarlo si è compromessa, lo rifiuta con sdegno.

Intanto le condizioni della madre peggiorano e Margaret cerca di contattare il fratello Frederick perché ritorni in patria senza farsi scoprire, per vederla viva un’ultima volta. Nonostante tutti gli accorgimenti, però, Mr Thornton vede Margaret e Frederick alla stazione. Pur fraintendendo la relazione che c’è fra loro, Thornton preferisce mantenere il riserbo per non compromettere la giovane….

Pubblicato per la prima volta in puntate settimanali nel 1854/1855 su Household Words, North and South non si poté originariamente sviluppare come la Gaskell aveva progettato: la sua pubblicazione settimanale e le sollecitazioni a giungere verso una conclusione prima del previsto, alterarono l’idea originale dell’autrice. In seguito la Gaskell aggiunse vari brevi passaggi e numerosi capitoli per rimediare in qualche modo ai difetti, pubblicando nel 1855 il romanzo in un unico volume.

North and South è un romanzo complesso, che tratta numerosissimi argomenti e temi: primo fra tutti, come si deduce dal titolo, il contrasto fra il Nord ed il Sud.

Fino a quel momento il lavoro era stato considerato un’attività che sviliva il gentiluomo: l’aristocrazia traeva la sua ricchezza dai grandi latifondi, pertanto il vero gentiluomo non doveva lavorare. Solo tre professioni venivano considerate degne di rispetto, perché non sporcavano le mani di chi le esercitava: il clero, la legge e la medicina, ma anche in questi ultimi due campi c’erano diversi gradini sociali.

Con la rivoluzione industriale, invece, era nata una nuova aristocrazia: quella degli industriali, che seppur molto ricchi, venivano però considerati alla stregua di qualsiasi altro commerciante. La parola Commercio veniva pronunciata con una punta di disprezzo; anche Margaret Hale fa di tutte le erbe un fascio e accomuna con disdegno qualsiasi attività sotto questo nome, mettendo Mr Thornton, alla stessa stregua di un negoziante qualsiasi. La nuova classe sociale, invece, valutava l’uomo in quanto se stesso, il suo valore in base alle sue capacità e non in base ai privilegi della sua nascita.

‘I take it that “gentleman” is a term that only describes a person in his relation to others; but when we speak of him as “a man, ” we consider him not merely with regard to his fellow-men, but in relation to himself, —to life—to time—to eternity. A cast-away lonely as Robinson Crusoe—a prisoner immured in a dungeon for life—nay, even a saint in Patmos, has his endurance, his strength, his faith, best described by being spoken of as “a man. ” I am rather weary of this word “gentlemanly, ” which seems to me to be often inappropriately used, and often, too, with such exaggerated distortion of meaning, while the full simplicity of the noun “man, ” and the adjective “manly” are unacknowledged—that I am induced to class it with the cant of the day.’

[‘Mi sembra che “gentiluomo” sia un termine che descrive una persona rispetto alle altre; ma quando parliamo di lui come “uomo”, non lo consideriamo semplicemente in relazione al suo prossimo, ma rispetto a se stesso, alla vita, al tempo, all’eternità. Un naufrago solitario come Robinson Crusoe, un prigioniero rinchiuso a vita in un sotterraneo, oppure, anche un santo a Patmos, ha la sua resistenza, la sua forza, la sua fede meglio descritte dalla parola “uomo”. Sono piuttosto stanco di questo modo di dire “da gentiluomo”, che mi sembra spesso utilizzato in maniera inappropriata e spesso, anche, con un’esagerata distorsione del significato, mentre invece l’assoluta semplicità del nome “uomo” e dell’aggettivo “umano” non vengono riconosciuti – tanto da indurmi a classificarli come un termine dispregiativo.’]

Inoltre, importantissimo è il tema della lotta fra imprenditori e operai, con gli scioperi, i sindacati e l’importazione di manodopera a basso costo dall’Irlanda.

Questo romanzo è ricco di passione: a parte il sentimento appassionato che John Thornton prova nei confronti di Margaret Hale, vi è la passione della madre, Mrs Thornton, nei confronti del proprio figlio, la passione degli operai nella difesa dei propri diritti, la passione dell’uomo che difende una posizione in cui crede.

I personaggi sono tutti complessi e sfaccettati; la Gaskell ci fa penetrare nel loro animo, tanto da vedere la loro maturazione davanti ai nostri occhi, come pochissimi scrittori sanno fare.

Inoltre la storia d’amorens fra Margaret Hale e John Thornton potrebbe essere vista come una sorta di “Orgoglio e Pregiudizio 50 anni dopo” con i ruoli rovesciati: in North and South è lei ad essere la più orgogliosa fra i due, è lei la più ermetica, la “Darcy” della situazione, il personaggio di cui non si capisce mai cosa pensi, che poi cambia totalmente venendo a contatto con la realtà diversa che è Milton. È ancora lei, che alla fine pone rimedio ai problemi di John Thornton. Ma Margaret Hale è anche un po’ Elizabeth Bennet nel momento in cui rifiuta la prima proposta di Mr Thornton, e poi quando, in seguito, si rende conto che Thornton pensa ogni male di lei, avendola vista in atteggiamenti intimi con un uomo di notte vicino alla stazione, e sapendo che lei ha mentito all’ispettore di polizia: in quel momento capisce di tenere a quell’uomo e di non volere che lui, dovunque sia, debba pensare male di lei.

Sapendo ciò ci si chiede: come mai questo Capolavoro non è ancora stato tradotto in Italiano?

Forse è proprio il suo carattere di romanzo realistico sociale che non ci ha ancora consentito di leggere questo bellissimo libro nella nostra lingua: una delle caratteristiche di questo genere è infatti il linguaggio utilizzato dai suoi personaggi. Ciascuno si esprime esattamente come farebbe nella realtà, utilizzando espressioni gergali e modi di dire dialettali, spesso davvero incomprensibili. Ma non posso credere che un traduttore ad alto livello, come un romanzo di questa portata merita a pieno titolo, non riesca a cogliere la sfida di qualche dialogo nel dialetto di Milton-Northern (sebbene ottocentesco).

Un’altra sfida per i traduttori potrebbe essere costituita dai versi introduttivi ad ogni capitolo. Spesso si tratta di poesie note, che possono essere pubblicate con una traduzione già accettata (tradurre poesie, anche in rima, è un compito che di solito andrebbe svolto da un poeta); a volte però si tratta di versi popolari, di proverbi, che spesso utilizzano quello stesso linguaggio gergale, a volte difficilissimo da tradurre, di cui abbiamo parlato sopra, per di più in rima.

Un ulteriore motivo per la mancata pubblicazione dell’opera in lingua italiana potrebbero essere alcuni dei temi trattati, che forse sono stati considerati di carattere poco interessante per il nostro pubblico, come, ad esempio, la crisi della Church of England, che già nel diciottesimo secolo aveva visto la formazione della Chiesa Metodista, e in questo periodo origina nuove profonde crisi spirituali, come quella che affligge il reverendo Hale all’inizio del romanzo e lo porterà ad abbandonare Helston, di cui è pastore, per la città industriale di Milton, dove sarà un semplice insegnante.

northandsouthDopo che nel 2004 la BBC ha prodotto una delle sue trasposizioni più belle in assoluto, una mini-serie in quattro puntate, con Richard Armitage e Daniela Denby-Ashe, il passaparola è arrivato ad un tale livello da spingere coloro che non hanno la possibilità di leggere il libro in lingua originale, a firmare numerose petizioni affinché venisse tradotto.Finalmente l’agenzia letteraria Jo March sembra aver accolto la domanda di numerosissimi fan, e si propone di farci leggere a breve questo capolavoro nella nostra lingua. L’opera tradotta dovrebbe uscire nell’Autunno del 2011; per il momento possiamo gustare un estratto del settimo capitolo (il primo incontro fra John Thornton e Margaret Hale): QUI

Elizabeth Cleghorn Gaskell (Londra 1810 – Alton 1865), figlia del pastore William Stevenson, apparteneva alla borghesia medio alta; alla morte del padre fu costretta a mantenersi diventando istitutrice, andando ad abitare in diverse luoghi: Londra, Newcastle, Edimburgo ed infine Manchester. Qui conobbe e sposò il reverendo William Gaskell, e si occupò di assistere i poveri, vedendo i tuguri e le cantine in cui i lavoratori erano costretti a vivere, fra sporcizia e fuliggine. Pertanto la Gaskell poté vedere tanti diversi aspetti di vita ed il contrasto fra ricchezza e povertà.

La morte prematura per scarlattina del figlio William spinse il marito a consigliarle un’attività che richiedesse un’intensa e prolungata concentrazione: la scrittura. Fu così che tre anni dopo Elizabeth Gaskell produsse il suo primo romanzo.

Come molte scrittrici dei suoi tempi, anche Elizabeth Gaskell utilizzò uno pseudonimo: Cotton Mather Mills, Esq. Con questo pseudonimo la Gaskell pubblicò il suo primo libro, Mary Barton, ambientato fra gli operai delle fabbriche di Manchester: gli argomenti trattati – le condizioni di vita e le difficoltà della classe lavoratrice – potevano essere considerati con poca serietà se fosse stato risaputo che a scriverne era stata una donna, inoltre proprio quegli stessi argomenti avrebbero potuto causarle dei problemi, come infatti accadde, con gli industriali. Ma, grazie a Mary Barton, la gente cominciò ad aprire gli occhi: bisognava fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita nelle città industriali sovraffollate.

Quando si scoprì che dietro allo pseudonimo di Cotton Mather Mills, Esq. si celava Elizabeth Gaskell, Charles Dickens, che la apprezzava molto, si fece avanti, chiedendole di scrivere per la sua rivista una storia da pubblicare a puntate, settimanalmente. Così la Gaskell scrisse una serie di short stories ambientate nell’immaginario villaggio di Cranford. Era lo studio di un piccolo circolo di donne che lavoravano a maglia in un paesino ispirato al luogo in cui la Gaskell aveva trascorso la sua infanzia, Knutsford, nel Cheshire, dove aveva vissuto con una zia. Ancora oggi, gli amanti di Cranford vanno a visitare Knutsford per vedere i luoghi descritti da Elizabeth Gaskell (che fra parentesi è anche sepolta lì, anzi, nel 1907 è stata eretta una torre in sua memoria).

Un’altra famosa amica della Gaskell fu Charlotte Brontë. Dopo la morte della Brontë, Elizabeth Gaskell fu incaricata dal padre e dal marito dell’amica, di scrivere la sua biografia. Ma Vita di Charlotte Brontë fu molto criticato, così la Gaskell abbandonò per un certo periodo la scrittura e si dedicò invece alla raccolta di fondi per l’altra sua amica Florence Nightingale, che all’epoca operava in Crimea, e per gli operai disoccupati.

In seguito riprese a scrivere romanzi ispirandosi alle vite di coloro che la circondavano e ai luoghi in cui era vissuta. I suoi scritti mettevano in risalto quella che era la vita di ogni giorno, con piccoli incidenti e dettagli, e tutti i cambiamenti del suo tempo, come ad esempio la costruzione della ferrovia, che fece avvicinare le città alla campagna.

Fra i libri scritti da Elizabeth Gaskell bisogna ricordare North and South, che viene considerato il suo capolavoro, Ruth, Sylvia’s Lovers e Cousin Phillis. Il suo ultimo libro, Wives and Daughters non era ancora completo quando Elizabeth Gaskell morì per un infarto a cinquantacinque anni. Fu però completato da Frederick Greenwood.

In italiano sono state finora tradotte le seguenti opere di Elizabeth Gaskell:
Cranford;
Mia cugina Phillis;
Storie di bimbe, di donne, di streghe;
Mary Barton;
Il Castello di Crowley;
Vita di Charlotte Bronte;
Ruth.

12 Readers Commented

Join discussion
  1. amantedeilibri on 17 giugno 2011

    Adoravo questa serie; c’era nella tv polacca quando ero piccola:) e’ veramente bella..

  2. Sylvia-66 on 17 giugno 2011

    E’ sempre molto piacevole vedere approfondimenti così completi su questa autrice!
    Sia i suoi romanzi sia la sua figura di donna (che donna!!) e scrittrice meritano di emergere all’attenzione del grande pubblico.
    Sono del tutto d’accordo sulle questioni che hanno frenato la traduzione dei suoi romanzi, ed in particolare di N&S.
    Speriamo sia davvero arrivato il momento in cui tutti potranno godersi questi libri in italiano.

    Bellissimo anche il parallelo con P&P di Jane Austen, a ruoli rovesciati ma anche mescolati…!

    …basta, ho deciso, mia cara Gabriella, devo rileggermelo al più presto!

  3. Emy on 17 giugno 2011

    Sono contenta che questo romanzo venga pubblicato anche da noi, speriamo che la traduzione sia all’altezza.
    Mi piacerebbe vedere anche la mini-serie della BBC 🙂

  4. Anonymous on 19 giugno 2011

    Peggotty: ma è ufficiale?
    Lo pubblicheranno davvero?

  5. Miss Claire on 20 giugno 2011

    Mia cara Gee, 🙂
    ho (ri)letto con estremo piacere la tua recensione, apprezzando il paragone con P&P e le ipotesi per cui proprio il titolo più importante della Gaskell non sia stato ancora tradotto in italiano (almeno fino all’iniziativa della Jo March).
    Concordo sulle difficoltà del gergo e delle peculiarità che il romanzo raccoglie in sé, ma se sono riusciti a tradurre in inglese la nostra Divina Commedia (!), stimandola parimenti all’originale, non dubito che esista la possibilità di trovare un adattamento rispettoso dell’edizione inglese! XD
    Aspettiamo fiduciose l’edizione autunnale!
    Nel leggere la trama, ma altresì le tematiche storico-sociali-religiose prese in esame da N&S, un altro paragone è emerso (molto ovvio, a dire il vero), quello con la nostra recente lettura di “Shirley”…sono, anche perciò, curiosa di leggere N&S, avendo gustato solo la serie BBC, ahimé troppo breve per approfondire questi temi, infine, per fare un confronto col titolo della Bronte!

    E’ sempre un piacere leggerti, mia cara! Ben fatto! :*
    C.

  6. Gabriella on 21 giugno 2011

    Grazie a tutte!

    @Sylvia-66: è vero, Elizabeth Gaskell era davvero una grandissima donna!

    @Peggotty: è ufficiale, anche se la data di pubblicazione non è stabilita e potrebbe slittare ulteriormente, per quanto ne so.

    @Emy: aspettiamo tutti con ansia questa pubblicazione, ma non me la sento di andare a cercare il pelo nell’uovo nella traduzione: immagino le pressioni che si sente addosso la traduttrice e vorrei poterla rassicurare dicendole che qualunque traduzione è meglio che niente; quindi, anche se io sono talvolta molto critica a questo riguardo, per questa volta terrò le critiche per me.
    Quando poi qualche altro ‘audace’ si cimenterà con un tale mostro sacro, potremo forse fare il confronto a cui siamo abituati da libri che, potendo vantare innumerevoli traduzioni (traduzioni che sono giunte a tempo debito, e non, come in questo caso, dopo oltre 150 anni!), ci consentono di stabilire chi si sia preso una licenza di troppo, o chi abbia usato un termine improprio, o qualunque altra sciocchezza.

    @Miss Claire: mi è dispiaciuto davvero tantissimo non poter leggere Shirley di Charlotte Bronte con voi; spero di poter rimediare presto, anche perché il tuo commento mi ha invogliata moltissimo! :*

  7. Miss Claire on 21 giugno 2011

    @Gee: sono sicura che lo leggerai prima o poi, mia cara, come la sottoscritta leggerà N&S!!! 😉 :*

  8. Gabriella on 21 giugno 2011

    Ahahah, @Miss Claire: potremmo fare un GdL incrociato!!! ;D

  9. Miss Claire on 21 giugno 2011

    Aggiudicato!!! 😉

  10. Roberta on 11 novembre 2011

    Se hanno tradotto in italiano Shakespeare, e altro fior fiore di poeti e drammaturghi inglesi, direi proprio che possono riuscire anche nell’impresa di tradurre questo romanzo… Non mi si venga a dire che un traduttore professionista non ce la fa…

  11. Gabriella on 11 novembre 2011

    @Roberta: ma certo!
    Infatti la Jo March ha appena terminato di stampare la traduzione e già dall’8 Novembre si può prenotare il libro dalle loro caselle e-mail e dal 15/11 in libreria e on-line!

    Fra l’altro, dopo aver letto per la seconda volta North and South in Inglese, ho anche letto Wuthering Heights in lingua originale e devo dire che i discorsi di Joseph in dialetto dello Yorkshire stretto sono molto peggio dei discorsi fra gli Higgins… Eppure Cime Tempestose è stato regolarmente tradotto, anche più volte…

HAVE SOMETHING TO SAY?