Apologia di un amore – Il nuovo libro di Mario Desiati

Il romanzo di formazione Il libro dell’amore proibito, scritto da Desiati, è ambientato a Martina Franca, in Puglia, tra squarci di mare cristallino e il verde ammaliante della Valle d’Itria, lì tra le aule scolastiche si consuma l’amore proibito tra Veleno, l’io narrante del romanzo, tredicenne timidissimo, e la professoressa di educazione tecnica Donatella Telesca, con diciotto anni in più. Un ambiente bigotto e perbenista come quello provinciale di Martina non può tollerare la passione scandalosa tra un adolescente e la sua professoressa e, svoltosi il processo, Donatella è condannata per corruzione di minori e calunnia.

Veleno, a cui questo soprannome deriva da un antenato che avvelenò il suo datore di lavoro, l’amerà da lontano, da folle continuerà a pensare solo a lei, rinunciando ad altri amori, anche quando, passati diversi anni, se ne andrà a vivere a Milano per studiare. Il giorno della scarcerazione di Donatella, Veleno si farà trovare all’uscita del carcere e insieme decideranno di andare a vivere in un trullo tra Martina e Cisternino, tra l’incredibile verde della valle d’Itria.

il-libro-dellamore-proibito-di-mario-desiati-L-ClYt1IIl libro dell’amore proibito si avvale di una forma di racconto singolare: l’io narrante si rivolge alla giuria di uomini retti immuni da ogni scandalo, e forse passione, per raccontare e analizzare le tante forme d’amore, ma soprattutto quella che tenacemente lo ha unito e lo unisce alla donna della sua vita. Ricorda nelle allocuzioni ai giurati l’Apologia di Socrate di Platone, ma in questo caso Veleno fa un’accorata apologia della sua donna. Ed echi filosofici si rinvengono per tutto il libro, infatti Veleno è appassionato fin dal liceo proprio di quella disciplina con la quale, e senza della quale, si rimane tale e quale.

Un amore nato per provocazione e iniziazione al sesso in terza media diventa l’ossessione della vita di Veleno e poi di Donatella; mette radici come gli ulivi secolari della Puglia, diventa attesa sospesa e mai infranta come l’amore custodito gelosamente dalla nonna Comasia per il marito morto nel 1943 e sempre desiderato. Un insegnamento che Veleno serba come un gioiello prezioso e che pratica per tutta la sua vita: l’amore non passa mai. Anche se lui/lei non c’è, l’amore rimane.

La fiducia incrollabile nell’eternità dell’amore è il tema centrale del libro che contrasta le storie effimere e modaiole della contemporaneità, di una Greta che si unisce con il marito della professoressa Tricarico e si sviluppa grazie a due coppie: Veleno con Donatella e Walter Gobbi, ragazzo bellissimo rimasto paralizzato in seguito a un incidente stradale, con Azzurra.

Gli accenti più commoventi e intensi Desiati li raggiunge proprio nella descrizione della fisiologia di un Amore, che è roccioso e inespugnabile come una fortezza, struggente e curato dai sacerdoti dell’Eros pagano, Veleno e Comasia, come un bene sacro. Il parallelismo tra Amore profano e Amore sacro è condotto dallo scrittore per tutto il romanzo e contiene suggestioni antropologiche di un Sud radicato alle tradizioni popolari e alle feste religiose intrise anche di rituali pagani.

Quello che a me sembra poco riuscito è il personaggio di  Donatella. Il mio dubbio investe la sua condizione: la professoressa che ricambia l’amore adolescenziale dell’alunno più impacciato e introverso è credibile dal punto di vista artistico? Lascio questo interrogativo alla valutazione dei lettori e tento, però, di rispondere con le parole dell’autore stesso: ci sono desideri e sentimenti che non riesci a spiegare a nessuno. Basta poi per spiegare le  zone d’ombra di un personaggio , che saranno svelate in parte grazie alle rivelazioni dell’amico Nappi?

Mi ha colpito la grande attenzione che Veleno-Desiati riserva ai nomi, secondo la massima del nomen-omen, tutti i nomi presenti nel romanzo rispondono a una trama fortemente allusiva di rimandi e citazioni, come ad esempio Donatella rinominata Diotima, la sacerdotessa di Eros nel Simposio di Platone, colei che insegna la filosofia dell’amore al giovane Socrate.

La storia non è originale, non è quello il suo punto di forza, ma il romanzo è tutto giocato sulla poeticità e poetabilità dei paesaggi pugliesi e dell’Amore ostinato che ricuce le ferite, sconfigge le solitudini. Intreccio troppo pieno di personaggi che non presentano una loro fisionomia precisa o una funzionalità intrinseca al piano della storia, rendono il libro non pienamente convincente. Pur tuttavia, complice un paesaggio da togliere il fiato che è reso abilmente da Desiati, il lettore alla fine del libro può dirsi, se non pienamente soddisfatto, appagato e rinfrancato dalla certezza eterna del dio Amore.

Titolo: Il libro dell’amore proibito
Autore: Mario Desiati
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 197
Prezzo:  € 17,50
Anno prima edizione: ottobre 2013

the author

Grazia è nata e lavora a Gioia del Colle, in provincia di Bari, presso il liceo classico “Publio Virgilio Marone”. Curiosa dell’umanità, ama le sfide e mettersi in gioco continuamente. Sensibile, testarda, diretta e determinata, è sempre alla ricerca di valicare i propri limiti. Il motto che cerca di rendere pratica di vita è l’ideale del commediografo latino Terenzio: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto” (Sono un uomo: penso che nulla che riguarda l’uomo mi sia estraneo).

3 Readers Commented

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  1. Alessandra Bellomo on 16 gennaio 2014

    Anche io sono alquanto scettica riguardo la credibilità dell’amore tra un bambino di 13 anni e una donna sui trenta,in realtà mi suscita un senso di squallore. Sicuramente sarà apprezzabile il gioco di rimandi alla mitologia greca,ma nonostante ciò non sceglierei mai di acquistare un libro che tratta principalmente di una storia d’amore inverosimile!se il ragazzo fosse stato un po’ più grande forse… mi perdoni l’autore per i miei pregiudizi!

  2. Grazia Procino on 18 gennaio 2014

    Le mie osservazioni critiche riguardano l’aspetto meramente artistico non quello moralistico della vicenda. L’autore ha voluto declinare a suo modo l’affermazione virgiliana dell’Amor omnia vincit, che è senza dubbio potente, ma è nella costruzione della storia che risulta debole e poco riuscita.

  3. Domenica Cici on 17 febbraio 2014

    La lettura di questa recensione mi ha particolarmente colpita, incuriosita e mi ha spinta a leggere questo libro. Una storia d’amore chiaramente impossibile tra due personaggi che vivono età ben diverse. Una storia che risulta ben lontana dalle aspettative che noi adolescenti nutriamo in questa età, vedendo l’amore come qualcosa di bellissimo che susciti forti emozioni, tra, però, ragazzi quasi coetanei.
    Ho apprezzato molto, inoltre, lo stile utilizzato nello strutturare tale recensione.

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