A partire dallo scorso 24 agosto la Universal Pictures ha distribuito la versione home video di 10 Cloverfield Lane, film diretto da Dan Trachtenberg, prodotto da J.J. Abrams e interpretato da Mary Elizabeth Winstead, John Goodman e John Gallagher J. Un sequel anomalo e sorprendente per molti aspetti differenti.

cloverfield-laneIl primo film, Cloverfield, è stato un caso cinematografico capace di creare una grande e appassionata fanbase. Il finale semi-aperto lasciava spazio a un seguito e nel corso degli anni si sono più volte rincorse voci sulla sua possibile produzione: tutte smentite. Abrams non voleva realizzare un sequel consueto, ma cercava un’idea originale. L’occasione è giunta con lo script di Josh Campbell e Matthew Stuecken (finito nella Hit List dei migliori ultimati nel 2011). La storia creata dai due sceneggiatori era un thriller psicologico e non era ambientata nel mondo di Cloverfield, ma era facilmente adattabile e agli occhi del produttore americano è sembrata perfetta per il franchise.

La lavorazione, quindi, è iniziata nel 2014 e per depistare i fan e gli addetti ai lavori sono stati usati addirittura due titoli provvisori (dapprima quello originale, The Cellar, e in un secondo momento Valencia). La verità è stata svelata solo a pochi mesi dall’uscita, in occasione della distribuzione del primo trailer. È bastata la presenza della parola Cloverfield per scatenare l’hype degli appassionati.

10_cloverfield_lane_paramount_winstead.0.0Il film di Trachtenberg, tuttavia, non è un reale sequel quanto piuttosto una sorta di spin-off o, come è stato più volte chiamato, un “sequel spirituale”. La trama segue le vicende di Michelle (Mary Elizabeth Winstead), una ragazza che dopo un incidente d’auto si risveglia all’interno di un bunker sotterraneo, ferita e incatenata a un muro. Il carceriere – o presunto tale – è Howard (John Goodman), un uomo dai modi bruschi che le dice di averle salvato la vita perché fuori da quel rifugio è successo qualcosa di grave, qualcosa di simile a un attacco batteriologico, o nucleare, che ha avvelenato l’aria e ucciso tutto il resto della popolazione. Gli unici sopravvissuti sono loro due e Emmet (John Gallagher Jr.), un ragazzo che dorme tra gli scaffali delle provviste. Questo racconto è la verità o la fantasia apocalittica di un pazzo instabile? Michelle – e lo spettatore – dovranno scoprirlo.

L’incipit sembra semplice, ma l’idea su cui è stato plasmato è in realtà molto forte e affascinante. Come reagiresti se ti trovassi nelle condizioni di Michelle? Crederesti a quello che ti viene detto o vorresti tastare con mano la situazione esterna? Accetteresti grato l’ospitalità dello sconosciuto o metteresti in discussione le sue intenzioni?

Dan Trachtenberg è un regista esordiente, ma nonostante l’inesperienza (solo apparente) riesce a trasmettere allo spettatore tutti questi dubbi, e a trasportarlo emotivamente all’interno del complesso labirinto creato intorno alla verità. E quando questa sembra ormai rivelata, c’è ancora spazio per l’ultima sorpresa.

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10 Cloverfield Lane è un film atipico e originale, curato sia nella promozione che nella realizzazione. La maestria del regista è infatti affiancata da quella degli attori, con un John Goodman strepitoso anche nei panni inconsueti del pazzo maniaco (o presunto tale), e una Mary Elizabeth Winstead perfetta in quelli della tipa tosta e determinata. Un lavoro di primordine è stato svolto anche dal compositore Bear McCreary (già autore delle colonne sonore delle serie Black Sails e The Walking Dead) che ha permesso alla musica di avere un ruolo paritario con le inquadrature del regista e le interpretazioni degli attori.

Come detto in apertura, a partire dallo scorso 24 agosto questo gioiello di genere è disponibile in home video. Grazie alle versioni DVD e Blu-Ray distribuite da Universal Pictures, il vostro divano sarà trasportato nel bunker di Howard e voi potrete vivere dal posto d’onore le vicende di Michelle, partecipando con lei alla scoperta della verità. Il Blu-Ray, oltre che presentare ottime qualità audio/video, contiene trentaquattro minuti di contenuti speciale divisi in una serie di brevi documentari che analizzano tutte le molteplici particolarità della lavorazione. Un prodotto di ottima qualità per un film che non verrà dimenticato.

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